Holguín

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Holguín

La provincia di Holguín si suddivide in 14 comuni ed ospita poco più di 1 milione di abitanti.

Ricca di contrasti ed incredibilmente bella (Colombo nel 1492 la descrisse così: “il luogo più bello su cui abbia mai posato lo sguardo”), la provincia di Holguin è oggi la terza destinazione turistica del Paese.

Il litorale settentrionale, con la sua sabbia finissima, l’acqua cristallina e una barriera corallina ancora intatta, richiama visitatori da ogni angolo del globo.

Semplicemente incantevole è Guardalavaca, autentico paradiso tropicale, abbracciato da verdissime colline, è la grande rivale dell’inflazionata Varadero e della (quasi) inaccessibile Cayo Coco.

Un tempo sperduto villaggio rurale (in fondo, l’etimologia rimanda ad un poco evocativo “custodisci la vacca”), Guardalavaca è “esplosa” sul finire degli anni ’70 quando Castro partecipò all’inaugurazione del primo resort (il complesso Atlántico).

Oggi, quest’angolo di costa è tutto un susseguirsi di resort e sedie a sdraio. Per essere precisi, si può affermare di trovarsi di fronte a tre “enclave” separate: Playa Pesquero, Playa Esmeralda e – una decina di km più a est – la vera e propria Guardalavaca.

Se quest’ultima e meno snob e più colorita (l’accesso alla spiaggia è consentito anche i cubani) Playa Pesquero e Playa Esmeralda sono più sofisticate ed esclusive. Playa Pesquero, in particolare, ospita quattro grandi resort stellati che si affacciano su una spiaggia color dell’oro. Le tiepide acque ed i fondali poco profondi nascondono un mondo meraviglioso che attira numerosi amanti dello snorkelling.

Poco più a ovest di Playa Pesquero, nei pressi di Villa Don Lino, merita di essere scoperta Playa Blanca ed il suo Parque Nacional Monumento Bariay. Nel 1492 Colombo sbarcò proprio qui e l’epocale evento è commemorato da una serie di monumenti, tra tutti, spicca quello che vuole celebrare il cinquecentenario, realizzato in stile greco classico e disegnato da un artista locale. Non lontano è possibile svolgere diverse attività all’aria aperta presso il bio parco protetto Rocazul.

A circa 4 km a sud da Playa Esmeralda, troviamo, invece, il Parque Natural Bahía de Naranjo che si sviluppa su diversi isolotti.

Ricordiamo che, nei pressi di Guardalavaca, in corrispondenza di un sito archeologico, è possibile visitare il Museo Chorro de Maita (che testimonia la presenza di un villaggio dei primi anni del XVI secolo) con l’Aldea Taína, ossia la riproduzione, in scala naturale, di un villaggio indigeno.

La città di Holguín è il capoluogo della Provincia ed è dotata anche di un buon aereoporto internazionale. Fondata nel 1525, col nome di San Isidoro de Holguín, dal capitano spagnolo Francisco García Holguín si presenta poco coloniale e molto industrializzata. Non a caso, qui, vengono prodotte 4 delle principali marche di birra nazionale (ossia Cristal, Bucanero, Mayabe e Cacique).

I territori dove oggi sorge Holguin vennero consegnati nel 1515 al capitano García Holguín da Diego Velázquez de Cuéllar. Il piccolo, ma fertilissimo, insediamento agricolo divenne così città nel 1752.

Famosa per aver fatto da cornice alla riabilitazione di Diego Armando Maradona, la città non ha particolari attrattive turistiche. Se vi fate tappa, potete visitare il Museo de Historia Provincial, occupa il lato nord del Parque Calixto García ed è soprannominato La Periquera (la gabbia di pappagalli, per via dei colori dei soldati spagnoli che, in origine, vi facevano la guardia) è stato dichiarato monumento nazionale ed ospita la “hacha de Holguín“, una testa d’ascia di probabile origine indigena.

Una delle piazze più importanti della città è dedicata al generale Julio Grave de Peralta (che guidò la rivolta del 1868) ed ospita il Mural de Origen che racconta la storia della città.

Notevole, e originale, è la candida Catedral de San Isidoro; settecentesca è stata completata da due torri gemelle con tanto di cupola.

Per godere di una scenografica vista panoramica, si può raggiungere l’estremità settentrionale di Maceo e percorrere la scalinata (465 gradini) che s’inerpica sulla collina. Una volta arrivati in cima, si potrà notare una croce: è stata messa nel 1790 per chiedere la fine di un lungo periodo di siccità.

Lungo la costa merita una visita Gibara. Nonostante i gravi danni provocati nel 2008 dall’uragano Ike la città, circondata da spiagge selvagge, è ancora affascinante. Quando Colombo la raggiunse nel 1492 decise di battezzarla Río de Mares (fiume degli oceani), in quanto proprio in questo punto il Río Cacoyugüín e il Río Yabazón si gettano nella Bahía de Gibara.

Rifondata nel 1817, grazie allo zucchero, la Gibara (la “villa blanca” per via delle sue candite facciate) visse un lungo periodo di sviluppo che continuò fino ai primi decenni del Novecento, poi con la costruzione della Carretera Central e l’eliminazione della ferrovia, la città iniziò un lungo declino dalla quale non si è ancora ripresa.

Famosa per ospitare, ogni anno, il Festival Internacional de Cine Pobre (Festival Internazionale del Cinema Povero), la città vede il suo cuore pulsante nel Parque Calixto García con i suoi originali robles africanos (querce africane), l’Iglesia de San Fulgencio e la Statua della Libertà (commemorativa della guerra ispano-cubano-americana). Il lato occidentale della Piazza è occupato dal Museo de Historia Natural.

Al n. 19 di Independencia, in una bella casa coloniale, si possono visitare il Museo de Historia Municipal e il Museo de Artes Decorativas. Il più spettacolare panorama sulla baia si può ammirare dall’alto dell’ El Cuartelón, forte spagnolo che domina Calle Cabada.

Altro tesoro naturale è la Caverna de Panaderos, un complesso di grotte caratterizzato da un percorso sotterraneo e 19 gallerie.

Un’ottantina di km ad est di Holguín, sorge la città di Banes. In passato sede di diversi zuccherifici è nota per essere la città natale dell’ex presidente Fulgencio Batista. Città semplice ed autentica, ospita la bella ed originale Iglesia de Nuestra Señora de la Caridad (in art decò) che fece da cornice, nel 1948, al matrimonio tra Fidel Castro Ruz e Birta Díaz Balar.

Curioso è il Museo Indocubano Bani con dei preziosi manufatti indigeni, tra cui il piccolo idolo della fertilità in oro.

In Calle Tráfico, El Panchito (nei pressi della stazione autobus), potrebbe essere interessante visitare la locomotiva a vapore 964, proveniente dagli stabilimenti della HK Porter Locomotive Works di Pittsburgh, Pennsylvania.

Infine, per rilassarsi un po’ in riva al mare, si può raggiungere la vicina Playa de Morales, una lingua di sabbia lunga 13 km, completata da un suggestivo villaggio di pescatori. Molto bella è anche la tranquillissima Playa Puerto Rico.

Uno dei tesori naturalistici della provincia di Holguin è la Sierra del Cristal. Pregevole meta dell’eco-turismo, è una sorta di piccola, e verdissima,

Svizzera con ben due parchi nazionali:

  • Il Parque Nacional Sierra Cristal:
    è stato fondato nel 1930 ed è il più antico di Cuba. Ospita la principale vetta della provincia, il Pico del Cristal (1213 m)
  • Il Parque Nacional:
    che si estende per ben 5300 ettari e ospita, oltre ad una vegetazione meravigliosa (più di 100 specie di piante endemiche) e un’alta cascata, vanta un particolarissimo microclima alpino.

Una della cascate più alte e suggestive di Cuba, sorge a circa 15 km dalla Villa Pinares de Mayarí, è il Salto del Guayabo: conta su un dislivello di 100 metri ed è circondata da una foresta lussureggiante.

La Sierra ospita anche un importante Centro Investigaciones para la Montaña: da qui, parte il percorso didattico denominato Sendero la Sabina che porta alla scoperta del patrimonio vegetale di ben 8 ecosistemi diversi. Per vedere da vicino alcune particolari specie di animali si può, invece, raggiungere l’Hacienda la Mensura con antilopi e guapeti.

Da non perdere anche le Farallones de Seboruco, grotte dichiarate monumento nazionale per via delle loro preziose pitture rupestri indigene.

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