Granma

Granma

La provincia di Granma, 840.000 abitanti suddivisi in 13 comuni, un tempo si cambiava Provincia Oriental. Il nuovo nome deriva dalla celebre nave Granma, che approdò qui con 82 rivoluzionari guidati da Fidel Castro. E, sebbene ne sia passata di acqua sotto i ponti da allora, l’intera provincia vibra di un’energia unica: lo spirito rivoluzionario, così come il senso di appartenenza e di identità nazionale qui sono più vivi che mai. Forse anche perché in questo angolo di Cuba Carlos, nacque Perucho Figueredo (autore dell’inno nazionale), morì l’eroe nazionale José Martí e Manuel de Céspedes decise, nel 1868, di liberare i suoi schiavi e di proclamare l’indipendenza del Paese.

Granma, nonostante il suo grande passato, non è una provincia particolarmente turistica: deve, infatti, fare i conti con un sistema stradale insufficiente ed obsoleto. La giungla, fittissima, poi non facilità certo le comunicazioni ed i trasporti. Se si vuole guardare il lato positivo della situazione, possiamo dire che chi giunge qui, trova la Cuba più vera ed autentica.

Capoluogo della provincia di Granma è Bayamo, fondata nel novembre 1513 (e dunque più antica della capitale).

Per decenni la città fu teatro di rivolte ed agitazioni indigeni che andarono a scemare con l’inarrestabile decimazione dei i taínos. Alla fine del XVI secolo, Bayamo era una città ben organizzata e ricca grazie alla coltivazione della canna da zucchero, all’allevamento e a qualche traffico illecito.

E da questa città semplice e senza tempo – soprannominata ciudad de los coches (città dei carretti) – che è partita la lotta per l’indipendenza cubana. E sebbene i locali non se ne vantino, ne sono orgogliosi.

In Maceo n. 55 si può visitare il Museo Provincial che racconta la storia della città. Accanto al museo è possibile visitare la Casa Natal de Carlos Manuel de Céspedes (da tutti considerato padre della patria), unica architetturale coloniale a due piani presente in città. In Céspedes n. 158 si può, invece, visitare la Casa de Estrada Palma di primo presidente della Cuba indipendente; oggi è sede dell’UNEACO (Unión Nacional de Escritores y Artistas de Cuba).

Tra le piazze più amate, ed ombreggiate, della città si ricorda Parque Céspedes (noto anche come Plaza de la Revolución). Altra piazza importante è Plaza de la Patria, passata alla storia per aver ospitato, nel 2006, l’ultimo discorso pubblico di Fidel Castro. Calle General García, o Paseo Bayamés, è invece la via principale della città. Riqualificata on murales e lampioni dalla forma di alberi e tubi dipinti, ospita due piccoli musei: il Museo de Cera e il Museo de Arqueología.

Interessante è anche il Museo Ñico López, ospitato nell’ex circolo ufficiali della caserma militare Carlos Manuel de Céspedes.

Infine, merita una visita la settecentesca Iglesia Parroquial Mayor de San Salvador; ricostruita nel 1919 presenta un bel dipinto murale raffigurante la benedizione della bandiera cubana di fronte all’esercito rivoluzionario il 20 ottobre 1868. Sul piazzale di fronte alla chiesa, Plaza del Himno Nacional, venne intonato, per la prima volta, l’inno nazionale.

Appena fuori dalla città si può scoprire la Fabrica de los Coches (unico stabilimento artigianale del Paese) e comprendere le fasi di lavorazione di un coche (ossia il carro tirato da cavalli, utilizzato moltissimo ancora oggi).

A circa 20 km dal centro città si può visitare il Jardín Botánico de Cupaynicu (nei pressi della strada per Guisa). Il giardino, si estende su più di 100 ettari e ospita una settantina di specie diverse di palma e un interessante settore dedicato alle piante officinali più rare. 40 km a nord ovest di Bayamo troviamo un piccolo paradiso per gli amanti della pesca a mosca: la Laguna de Leonero.

A circa 50 km a nord est del capoluogo, invece, sul Río Cauto, si può vedere il semplice obelisco bianco che ricorda dove José Martí cadde in battaglia il 19 maggio 1895.

Altra importante città della provincia di Granma è Manzanillo, città costiera non particolarmente appariscente, ma dall’atmosfera gioiosa. Fondata nel 1784, è oggi nota per i suoi organetti a manovella e per una consolidata tradizione musicale. Raggiungere questa città con i trasporti pubblici può essere molto complicato. E, una volta arrivati non è neppure semplice trovare una buona struttura ricettiva. Insomma, è una destinazione adatta ai più avventurosi.

Chi ci giunge, però, può visitare il suggestivo Parque Céspedes, la piazza centrale, con la glorieta (gazebo per l’orchestra), un’imitazione del Patio de los Leones nell’Alhambra di Granada. La parte orientale del parco è occupato dal solito Museo Histórico Municipal e dalla Iglesia de la Purisma Concepción che ospita un pala d’altare rivestita d’oro.

Simbolo della città è il Monumento a Celia Sánchez, una suggestiva scalinata con mattonelle di terracotta e murales in ceramica, dedicata alla collaboratrice di Castro.

A 15 km da Manzanillo, un museo (Museo Histórico la Demajagua) documenta la liberazione degli schiavi del 10 ottobre 1868 da parte di Carlos Manuel de Céspedes.

La parte sud-occidentale della provincia di Granma è occupata dalla città portuale di Niquero. Sede di uno dei pochi zuccherifici ancora in attività, il Roberto Ramírez Delgado, è una città molto tranquilla con poche attrattive (di cui è l’immancabile museo cittadino) e poche strutture ricettive. Perché raggiungerla, allora? E’ una buona base di partenza per chi vuole scoprire lo straordinario ed incontaminato, Parque Nacional Desembarco del Granma.

La porta di entrata al Parco è Las Coloradas, piccola cittadina di mare che rappresenta l’arrivo di un particolare percorso escursionistico che parte da Alegria del Pio, un luogo storico ricordato come il punto in cui, nel 1956, gli uomini di Batista fermarono i ribelli di Castro (appena sbarcati dal Granma) e li obbligarono alla fuga.

Appena entrati nel parco, invece, si può visitare il Museo las Colorados che vuole ricordare, anche con una riproduzione a grandezza naturale del Granma, lo sbarco di Castro.

Il parco, d’importanza naturalistica e storica (è da molti considerato il santuario della rivoluzione) si sviluppa per ben 275 kmq e vede protagonisti foreste incredibilmente fitte, scogliere incontaminate e un paesaggio carsico (frutto del sollevamento sopra il livello del mare di antichi reef corallini). Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1999 presenta una vegetazione ed una fauna ricca e variegata.

Inoltre, percorrendo il suggestivo Sendero Arqueológico Natural El Guafe si potranno scoprire, caverna dopo caverna, il famoso ĺdolo del Agua e tantissime specie di orchidee e farfalle.

Un paio di km dopo il termine del Sendero, s’incontra la Comunidad Cabo Cruz, villaggio di pescatori con un bel faro ottocentesco (oggi proprietà militare) e incantevoli spiaggette perfette per il nuoto e le immersioni.

Appena fuori il Parque Nacional Desembarco del Granma s’incontra la piccola città costiera di Pilón che, negli ultimi 15 anni ha dovuto fare i conti con diversi problemi (la chiusura dei zuccherifici, l’uragano Dennis e il taglio di numerosi collegamenti) che l’hanno impoverita e tagliata fuori dal mondo.

Poco dopo Pilón s’incontra la tranquilla, e isolata, località turistico-balneare di Marea del Portillo, con la sua spiaggia color grigio chiaro ed il suo azzurrissimo Mar dei Caraibi. Molto amata dai canadesi è molto penalizzata da un sistema stradale fatiscente.

Da Marea del Portillo si può accedere alle montagne del Gran Parque Nacional Sierra Maestra, suggestiva ed incontaminata cornice della guerriglia di Castro. Il parco, che in alcuni tratti si fa incredibilmente selvaggio ed aspro, ospita anche il Pico Turquino, la più alta vetta cubana e una straordinaria varietà di uccelli.

In cima al frastagliato crinale caratterizzato da una fittissima foresta si può visitare il Comandancia de la Plata, l’inaccessibile quartier generale dei ribelli con i suoi edifici in legno. Da vedere la Casa de Fidel (con ben 7 vie di fuga), la stazione Radio Rebelde, la “zona-ospedale” e il piccolo museo.

Nei pressi del Río Yara si sviluppa il piccolo, ma suggestivo villaggio di Santo Domingo, splendido esempio della Cuba rurale più autentica. Dopo il villaggio, e un lungo cammino, si può godere di una straordinaria vista panoramica dall’Alto del Naranjo. Dal belvedere partono anche i sentieri escursionistici per raggiungere La Plata e il Pico Turquino.

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