Dintorni di Varadero: Matanzas y Mayabeque

Dintorni di Varadero: Matanzas y Mayabeque

Fuori dall’allegria vacanziera spensierata e un po’ folle di Varadero si ritrova l’autentica atmosfera cubana. La città capoluogo, Matanzas, a circa 30 km da Varadero, vanta un passato glorioso ed avventuroso. Fondata nel 1693 con il nome di San Carlos y San Severino de Matanzas si sviluppò grazie ai numerosi zuccherifici e all’attività di esportazione del caffè. Considerata per molti anni “l’Atene di Cuba” per il suo grandioso patrimonio culturale (per molti è la casa spirituale della rumba e diede i natali a numerosi poeti e scrittori) oggi è una piacevole città lontana dai circuiti turistici.

Soprannominata Venezia di Cuba, Matanzas, è la città dei ponti (ne ha ben ventuno). Tra questi, uno dei più interessanti è l’imponente Puente Calixto García, struttura in acciaio che dal 1899 attraversa il Río San Juan. Poco più a nord, s’incontra Plaza de la Vigía (“piazza della vigilanza”) con i suoi edifici storici; un tempo chiamata Plaza de Armas (piazza d’armi) vuole ricordare che il pericolo di essere attaccati è sempre alto. A sud-ovest della piazza si può notare la casa editrice Ediciones Vigía. Aperta nel 1985, pubblica libri fatti a mano realizzati in tipografia, stampati a torchio e rilegati in edizioni numerate e firmate per un massimo di 200 copie.

Infine, nella parte meridionale della piazza s’incontra il grande simbolo della città: l’ottocentesco Teatro Sauto. Considerato tra i più belli ed eleganti di Cuba, vanta un’acustica impressionante e un bellissimo foyer decorato con statue in marmo. La sala conta più di 750 posti a sedere e un pavimento rialzabile (che può essere trasformato in sala da ballo).

Bellissima dal punto di vista naturale, la provincia di Matanzas, ospita il Gran Parque Natural Montemar. Conosciuto anche con il nome di Parque Nacional Ciénaga de Zapata. Questo parco, tutelato dall’UNESCO, occupa la parte meridionale della provincia, nei pressi di Ciénaga de Zapata. La cittadina è la più estesa ciénaga (ossia palude) dei Caraibi e vanta un ecosistema più unico che raro.

In quest’area umida, tutelata dalla Convenzione di Ramsar e inserita nella Rete mondiale di riserve della biosfera, si possono incontrare mangrovie costiere, splendidi esempi di vegetazione acquatica tipici delle lagune salmastre, boscaglia sempreverde e decidua e poi, ancora savane e foreste. Tale varietà di ecosistemi contribuisce ad un’impressionante biodiversità.

Innumerevoli i mammiferi (tra cui tre differenti specie di hutia), 31 specie di rettili e una notevole varietà dell’avifauna. Non sorprende, dunque, che il parco sia una delle “destinazioni top” per gli ecoturisti e per gli amanti del birdwatching (in proposito, ricordiamo che la stagione migliore per ammirare da vicino alcuni dei più bei esemplari d’uccelli dei Caraibi, va da novembre ad aprile): con un pizzico di fortuna si possono avere incontri ravvicinati con: cormorani, fenicotteri, gru, parrocchetti di Cuba, zunzuncitos (colibrì di Elena; l’uccello più piccolo al mondo), falchi, aironi e anche tocororos (l’uccello nazionale).

Il principale punto di accesso al parco è la cittadina di Australia nel nord-est della Península De Zapata. La cittadina, famosa per ospitare un grande zuccherificio che nel 1961 fece da sfondo al quartiere generale di Castro, oggi lo stabilimento è stato trasformato nel “Museo de la Comandancia” dedicato alla Rivoluzione e circondato da monumenti commemorativi. A meno di un km dal museo è possibile visitare la Finca Fiesta Campesina. Non si tratta della solita fattoria ed è difficile spiegare di cosa si tratta: un po’ fiera di campagna, un po’ riserva faunistica e un po’ parco safari.

Non lontano da Australia sorge la celebre Boca de Guamá, vera e propria creazione acchiappa turisti: si tratta di un’originale ricostruzione di un villaggio taíno. Sebbene non sia semplice ritrovare la tipica atmosfera cubana pre-colombiana sarà senza dubbio piacevole regalarsi un’escursione in barca sul lago del Tesoro, così chiamato perché, secondo la leggenda, i taínos vi avrebbero gettato un preziosissimo tesoro.

Il complesso di Guamá ospita anche un Criadero de Cocodrilos, allevamento di coccodrilli. Gestito da uno zoo, ha salvato dall’estinzione due specie di coccodrilli palustri: l’autoctono Crocodylus rhombifer e il Crocodylus acutus.

Una volta lasciata Boca de Guamá, spostandosi verso sud, si arriva a Playa Larga, sulla mitica Bahía de Cochinos (Baia dei Porci), insenatura del golfo di Cazones, E’ qui che esuli cubani e mercenari, sostenuti dagli americani e dalla CIA, nell’aprile 1961, sbarcarono con l’intento di sovvertire il regime di Fidel Castro. Oggi, ad invadere la baia e le sue spiagge di sabbia bianchissima, sono per lo più sub ed amanti della tintarella.

Sul lato orientale della baia si sviluppa la tranquilla Playa Girón (dal nome del pirata francese che qui morì decapitato nel XVII secolo): piccola mecca per i praticanti di immersioni, ospita anche un piccolo museo dedicato all’invasione della baia e all’ abilità tattica dell’esercito cubano

Matanzas (700.000 abitanti) è una delle province cubane più industrializzate (grazie alla presenza di numerosi pozzi petroliferi e raffinerie). Ma non pensate a Matanzas come ad un angolo grigio: questa, infatti, è la provincia della vivace ed esuberante Varadero, una delle principali località turistico-balneare dei Caraibi.

Mayabeque 
Creata dall’Assemblea Nazionale Cubana il 1º agosto 2010, la provincia di Mayabeque (poco più di 380.000 abitanti), con capoluogo San José de las Lajas, è praticamente irrilevante dal punto di vista turistico. Va detto che anche qui la natura è rigogliosa e spesso regala spettacoli straordinari, in particolare sulla costa nord, dove agrumeti e coltivazioni di frutta, lasciano spazio ad un mare azzurrissimo, ma profondo, e splendide colline.

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