Baracoa

Baracoa

A 155 km da Guantánamo, su lembo sud orientale dell’Isola, sorge un’altra importante città: Baracoa (in lingua indigena: “Luogo delle acque“), fondata nel 1511 da Diego Velázquez de Cuéllar. Isolata fino alla costruzione della strada “la Farola” (negli anni ‘70), Baracoa, sospesa tra l’Atlantico, montagne e fiume, è inserita in un contesto naturale lussureggiante e vanta una foresta tropicale ancora integra. Località insolita, quasi magica ed avvolta nella leggenda.

Abbandonata a metà del XVI secolo, per lungo tempo ospitò soprattutto rivoluzionari indipendentisti mandati in esilio. L’economia locale, basata su coltivazioni di caffè, cacao, cocco e banane, è abbastanza florida anche se, negli ultimi anni, sta acquistando importanza la voce turismo. In particolare, la zona attira escursionisti attratti dall’aura misteriosa del monte El Yunque (caratterizzato da una cima piatta).


Tra le spiagge di Baracoa, si ricordano:
  • Playa Duaba:
    Forse è la più affascinante in quanto la sua sabbia è di un insolito colore nero. Poco frequentata, ha un importante valore storico: nel 1895, qui sbarcarono gli uomini di Antonio Maceo e Flor Crombet ed iniziò la seconda guerra d’indipendenza. L’evento è commemorato da un busto del Generale Maceo.
  • Bahía de Baracoa:
    Spiaggia grigia bagnata da acque turchesi ed inserita in un contesto naturale meraviglioso.
  • Playa Nava:
    Remota e lontana da tutto, è perfetta se si vuole godere, in totale tranquillità di sole e mare.
  • Playa Maguana:
    Color dell’oro è forse la più bella e frequentata. E’ protetta da una barriera corallina.

Infine, non bisogna dimenticare la vivacità culturale della città: Baracoa è la culla della Tumba Francesa -una danza creola ispirata al minuetto francese – e del kiribá, genere musicale progenitore del son.

Appena fuori dall’abitato, si può scoprire il Parque Natural Majayara, con i suoi sentieri, la bellissima Playa Blanca, una finca e la Cueva de Aguas, una grotta che fa da cornice ad un incantevole specchio d’acqua dolce balneabile.

Ma il grande tesoro naturale di Baracoa è il Cuchillas del Toa, rara foresta pluviale ancora vergine, dichiarata riserva della biosfera dell’UNESCO. Occupa un’area di 2,023.54 km2 ed è un inno alla biodiversità.

Cuore della riserva è il Parque Nacional Alejandro de Humboldt (il nome è un omaggio al naturalista tedesco che arrivò qui nel primo ottocento); dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO (che lo ha definito “uno dei siti più ricchi di biodiversità esistenti al mondo nell’ambito delle isole tropicali“), si sviluppa 40 km a nord-ovest di Baracoa ed è un luogo lussureggiante ed incontaminato dove scoprire 1000 specie di piante da fiore e diverse specie di uccelli protetti.

Nei dintorni delle aree protette è possibile ammirare la spettacolare la più alta cascata dei Caraibi. Alta più di 300 metri, è il ventesimo salto d’acqua più alto al mondo, e si è sviluppata dal dislivello nell’Arroyo del Infierno (“Torrente dell’Inferno“).

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